Le palline da golf: quali scegliere?

Il fascino della pallina da golf va oltre la sua prestazione in campo. La conserviamo come ricordo e come porta fortuna, per molti la pallina è il prolungamento del giocatore in campo, rappresenta il suo livello di gioco poiché è attraverso la pallina che si fanno punti

 

Le più importanti aziende del settore sono costantemente alla ricerca di nuovi modelli sempre più performanti per incontrare le più specifiche esigenze dei golfisti. Prestazioni diverse per esigenze diverse. Ne parliamo con un esperto mentre ci troviamo in campo pratica al Pevero Golf Club.

“All’inizio bisogna mettere in conto di perdere tantissime palline in acqua, quindi non affezionatevi tanto alla vostra pallina di gioco, compratene di economiche ed anche di usate, non ve ne pentirete, meglio farsi affiancare da un maestro che pensare alle palline di fascia superiore all’inizio. Man mano che vi fate le ossa potete cominciare ad approfondire la vostra conoscenza al pro shop e sceglierne una nuova per la vostra prima gara, la cosiddetta entry level,  da limitare lo spin. Se siete giocatori con un handicap basso sicuramente il vostro maestro vi consiglierà palline che vi garantiscano molto spin e controllo nei colpi con i ferri corti e gli approcci. Rimane il dubbio se scegliere palline economiche o più costose come le premium. La differenza sta nel materiale utilizzato nel rivestimento. Le moderne palline da golf hanno una superficie solitamente caratterizzata da 300-450 fossette disegnate per migliorarne l’aerodinamica, le dimples, che garantiscono la tenuta della traiettoria in volo. Hanno un peso massimo di 45,93 grammi, una dimensione minima di 4,267 cm di diametro e sono quasi sempre di colore bianco. Il metodo di costruzione e il materiale influiscono significativamente nella distanza che la palla percorrerà, nella traiettoria e nello spin o rotazione. Materiali più duri, come il Surlyn, garantiscono maggiori distanze, mentre coperture più morbide, come l’Uretano, generano più spin e di conseguenza una maggiore forza d’arresto, necessaria a fermare la palla vicino al punto d’atterraggio. Le palline più economiche sono solitamente quelle con meno strati, mentre le palline più morbide e che garantiscono maggior spin sono a 3, 4 o 5 strati. Tutto ciò conferisce alla pallina leggerezza, precisione, profondità, robustezza e permette velocità vicino ai 250 km/h.
I giocatori migliori preferiscono le palle più morbide e con maggiore rotazione, che sono più manovrabili nei colpi in prossimità del green; i principianti preferiscono palle più dure che limitano maggiormente l’errore nei colpi lunghi e consentono di raggiungere maggiori distanze”.

Ne ha fatta di strada la nostra amata pallina  da golf nei secoli, se pensiamo a com’era e a come la vediamo volare oggi dal tee di partenza. Andando indietro nel tempo la palla era fatta di legno e venne usata dalla metà del XV secolo fino al XVII secolo,  fino a quando a qualcuno non venne l’idea di farla in pelle e riempirla di piume d’oca. A quei temi si cucivano i pezzi di pelle a formare una specie di tondo e poi la si riempiva di piume bollite e ammorbidite, infine pressate all’interno. In seguito questa pallina fu sostituita dalla Gutta, un legno duro ma non fragile che ha la caratteristica di diventare morbido e malleabile sotto l’acqua molto calda. Fu grazie a questa moderna pallina questa pallina moderna che si sviluppò il gioco del golf, seppur rimaneva difficile renderle lisce riscaldandole e rullandole dopo il gioco, per riparare i tagli della morbida Gutta. Solo più tardi vennero introdotti stampi d’acciaio per creare palline uniformi con particolari incisioni dalla forma più varia. Le palline più note furono senz’altro quelle marchiate dei fabbricanti di legni scozzesi dell’epoca.

Maria Grazia Azzaroni