La Nostra Storia

Il nostro futuro è la nostra storia

Il Pevero Golf Club, progettato nel 1967, venne inaugurato nel 1972. È un luogo magico; con i suoi stagni naturali tra le rocce e un sottobosco profumato di ginepro, mirto e corbezzolo, Il percorso è da sempre armonizzato con la natura che lo circonda ed ogni buca è diversa dall’altra. Tee di partenza e green sono punti panoramici da cui ammirare la Costa Smeralda. Dalla buca 4, racchiusa dalle rocce levigate dal vento, si intravedono, oltre il Golfo del Pevero e l’isola di Caprera, i rilievi della Corsica.

 

“Il sole non tramonta mai su campo di Robert Trent Jones”: questa frase ha da sempre rappresentato il lavoro del grande architetto che progettò il campo per il Principe Karim Aga Khan. Il posizionamento sapiente dei bunker, la creazione di green allungati e sopraelevati per rendere giocabile il campo con venti di direzione diversa hanno costituito, da sempre, un punto di riferimento nel design golfistico. Grazie alla bellezza ed alle caratteristiche tecniche del tracciato, il Pevero è stato più volte riconosciuto come uno dei migliori campi del mondo (Golf Magazine lo ha classificato tra i top 50 al mondo).

 

Il percorso è assolutamente godibile con poco vento, ma diventa estremamente challenge partendo da i tee arretrati e in condizioni di vento sostenute. Qui insidie ed ostacoli necessitano di grande tecnica, precisione e disciplina mentale. Un esempio è rapprentato dall’Open d’Italia del 1978, vinto da Dale Hayes su Tommy Horton, con uno score di 293 colpi, ben cinque colpi sopra il par del campo. Questo score è ancora oggi il peggior risultato con cui si è vinta una prova sul Tour Professionistico.