Wellness: come sopravvivere alla quarantena restando a casa

Psicologi e psichiatri lo avevano annunciato. Alla pandemia da coronavirus si aggiungerà la pandemia da reclusi in casa. Privare gli individui della propria libertà, anche se per un periodo di tempo limitato, può accentuare o provocare disturbi comportamentali da non sottovalutare, ancor più per chi è abituato a praticare sport all’aria aperta. Questa volta i massimi esperti di benessere psicofisico si sono trovati d’accordo e stanno rispondendo all’unisono alle domande del popolo dei reclusi. La regola principale è darsi delle regole. Può sembrare un controsenso, ma è l’unico modo per resistere all’incertezza.
In un momento in cui si è costretti a reinventarsi la propria routine quotidiana le regole ci vengono in aiuto, ci sorreggono durante un’emergenza perché scandiscono il tempo. In questo senso gli sportivi sono avvantaggiati in quanto sono abituati ad allenare la mente per raggiungere gli obiettivi. Prendiamo esempio anche dai nostri nonni che hanno vissuto la guerra, forse, e organizziamo la nostra vita che è stata temporaneamente scardinata. Scriviamo il menù della settimana, manteniamo gli orari del pranzo e della cena, andiamo a dormire e svegliamoci sempre alla stessa ora così il nostro corpo manterrà inalterati i ritmi circadiani sonno-veglia e così anche il nostro metabolismo ne beneficerà.
Teniamo impegnata la mente con una scaletta giornaliera dove indicheremo gli orari in cui fare esercizio fisico e spirituale, quelli dedicati alla cucina e, se possibile, aiutare chi ha bisogno. Applichiamo le regole e il momento surreale passerà meglio. L’atto di cucinare, per esempio, è di per sé un antidepressivo, un anti-panico, un’ancora alla quale aggrapparsi con gioia. Si utilizziamo le mani per preparare il cibo mentre si rimane col pensiero nel “qui ed ora”. Dedichiamoci a piatti che richiedono un’attesa in questo momento di tempo dilatato. Imparare il concetto di attesa in cucina significa assaporare quello che verrà, dando spazio all’immaginazione. Utilizziamo prodotti freschi di stagione e occupiamo la mente nella creazione di ricette sane che fanno bene al corpo e allo spirito e perché no, sbizzarriamoci nelle ricette di famiglia e alla lievitazione, considerata l’emblema dell’attesa. Secondo il dottor Raffaele Morelli, psichiatra e psicoterapeuta, autore di numerosi libri di successo e fondatore dell’Istituto Riza, è importante distrarsi dal virus e dal pensiero che possiamo ammalarci perché la distrazione è un farmaco per il cervello. Per farlo dobbiamo far partire l’immaginazione e fantasticare. Concentriamoci sulle cose alla nostra portata, quelle piccole cose che possiamo controllare, alle altre ci penseremo in condizioni migliori. Manteniamo la calma per non perdere la lucidità che in questo momento è estremamente necessaria per noi e per i nostri cari. Andrà tutto bene.

Maria Grazia Azzaroni