Le donne e il golf, un’evoluzione in positivo

Giocare a golf  non è sempre stata una cosa facile per le donne. Diamo un’occhiata a come e cosa è cambiato nel corso degli anni

L’acronimo Gentlemen Only Ladies Forbidden, riservato agli uomini e vietato alle donne, è considerata la prima delle due spiegazioni plausibili della parola golf. Esiste anche un’altra ipotesi che risale al medioevo olandese e che spiega da dove deriverebbe la parola golf, “kolf”, che significa club, e altre modifiche nelle lettere nel corso degli anni. Cosa certa è che nell’Ottocento i club di golf non accettavano volentieri le donne.

Play the game! Come gli inglesi inventarono lo sport moderno dello scrittore Enrico Martines è un libro di storia dello sport che offre, nello specifico, una ricostruzione  storica del periodo che ha visto le donne lottare contro i pregiudizi maschili per poter scendere in campo liberamente.

Siamo nella Gran Bretagna vittoriana, culla di quel complesso di attività che caratterizza indiscutibilmente la società contemporanea a livello mondiale dove nasce il così detto sport moderno. E’ il luogo e il periodo in cui si è realizzato il passaggio dello sport da elemento ricreativo tradizionale, spontaneo ed eterogeneo, a fenomeno organizzato, retto da regole certe, razionali e vastamente accettate, inserito in un preciso modello educativo e in un codice etico destinato a improntare le classi dirigenti della Gran Bretagna e del suo Impero. In quel tempo i vari club non prevedevano la partecipazione femminile. Proprio quando il gioco del golf stava diventando una moda tra le classi medio alte, in Scozia alcune donne appassionate di golf decisero che anche per loro era giunta l’ora di scendere in  campo. E così accadde. Una certa signora Boothby, moglie di un membro del Royal & Ancient Club di St. Andrews, cominciò a giocare con delle amiche prima su un terreno libero, poi su un terreno vicino alla clubhouse del St. Andrews. Per i neofiti ricordiamo che il Royal and Ancient Golf Club of St Andrews è uno dei più antichi e prestigiosi golf club del mondo. È situato a St Andrews, in Scozia, ed è noto universalmente come la “Casa del Golf”. Ufficialmente è stato una delle autorità per la regolamentazione del gioco del golf fino al 2004, quando questa funzione è stata assunta da un organismo noto come il R&A.

Le signore golfiste decisero così di formare un club femminile e organizzare una putting competition in una porzione ridotta di campo. Non furono fatte opposizioni alla nascita del club di sole donne, seppur con qualche clausola e un segretario uomo. In seguito il St. Andrews Ladies’ Golf Club raggiunse le 500 iscritte, principalmente inglesi poiché per gli scozzesi il golf continuava a essere un gioco per soli uomini.

Cominciarono a svilupparsi due tipi di club, alcuni prettamente femminili, con le proprie club house e i loro campi a nove buche. La maggior parte di questi circoli era la sezione femminile di un club di golf maschile che esisteva già e che ammetteva la partecipazione delle donne, ovviamente con spazi separati e ben distinti. I campi in cui era concesso di giocare erano meno curati e le donne potevano praticare il golf solo nei giorni in cui non era prevista l’attività maschile, che aveva sempre la precedenza. Nel 1893 le donne poterono finalmente giocare il loro primo campionato, anche se i circoli femminili nel Regno Unito erano già 128.

Negli USA invece il contributo fondamentale fu dato nel 1904 da Genevieve Hecker, prima campionessa dilettante. Bisognerà attendere il British Open edizione 2004, il men’s major golf championship, anche detto the majors, per assistere all’ammissione delle donne al percorso degli uomini, dopo oltre un secolo. Oggi si può affermare che, a livello internazionale, il golf è diventato perfettamente unisex, o quasi. Buon gioco a tutti al Pevero Golf Club!