Giocare a golf nel cuore della Costa Smeralda

Giocare a golf nel cuore della Costa Smeralda
Il campo del Pevero Golf Club è uno dei più belli al mondo. È incastonato tra i colori del mare cristallino e il verde della macchia mediterranea

«Qui la vera destagionalizzazione, chiudiamo solo a febbraio» spiega il direttore Marco Berio. Ed è facile capirne il motivo. Basta chiudere gli occhi e si annusano i profumi dei ginepri, del mirto, del corbezzolo e della salsedine del mare a pochi passi. E poi, quando li riapri, si è sul green di un campo da golf, di uno dei più suggestivi al mondo: il Pevero Golf Club. Rapiti dallo spettacolo naturale in cui è immerso questo campo progettato dall’architetto Robert Trent Jones, scelto dal principe Karim Aga Khan perché era il migliore al mondo nella progettazione di campi da golf, avendone progettati più di 500 in 45 degli Stati Uniti e in 35 Paesi. «Il sole non tramonta mai su un campo da golf di Robert Trent Jones» soleva ripetere orgogliosamente Jones.
Il Pevero Golf Club fu inaugurato nel 1972 dopo anni di rilievi, studi topografici e parecchie difficoltà per raggiungere il risultato ottimale che oggi è sotto gli occhi di chi lo ammira. Il team di lavoro fu arricchito dalla grande esperienza dell’agronomo olbiese Nino Desole. Il motivo? L’area prescelta era sì suggestiva, ma non l’ideale per ospitare il green. Il crinale scelto per il campo, infatti, era ricco di rovi e piante di cisto alte oltre un metro e mezzo. Non solo: fu arduo muoversi e sgomberare il percorso dalla presenza di rocce di granito, senza per questo modificare il paesaggio naturale di un luogo così speciale. E così, nonostante alcuni detrattori pensassero che fosse impossibile creare un campo di buon livello da quel terreno impervio, la tenacia e le capacità di Jones lo condussero alla realizzazione di un meraviglioso percorso cesellato nel paesaggio naturale, esteso per sei chilometri e trecento metri. E la storia del golf si arricchì di una nuova location che presto destò l’attenzione degli esperti a livello internazionale. Su quel campo fece storia l’Open d’Italia del 1978, teatro di una sfida leggendaria tra i migliori golfisti del mondo e che consacrò campione Dale Heyes, vincitore di un duello memorabile con Tommy Horton. Da allora sono trascorse quarantasette primavere di attività, durante le quali si sono sfidati atleti provenienti da ogni continente. Professionisti, amatori e vip si sono dati battaglia sulle 18 buche del percorso che lambisce la Baia del Pevero a nord e la Baia di Cala di Volpe a sud. La rivista Sport e Style, inserto della Gazzetta dello Sport, lo scorso aprile ha dedicato la copertina a questo campo iconico, inserendolo tra i primi cinque in Italia. «Rimane uno dei green più belli al mondo – commenta Marco Berio, direttore del Pevero Golf Club -. Il percorso ha ancora oggi un mix di combinazioni di bellezza paesaggistica, fascino del gioco e difficoltà del campo che crea un’esperienza unica».
Dalla sua inaugurazione a oggi si è potuto inoltre assistere a una radicale evoluzione del golf in Costa Smeralda. Negli anni Settanta era un’attività complementare delle strutture alberghiere destinata a pochi. Grazie alla nascita dell’associazione sportiva, negli ultimi quindici anni è cresciuto un tessuto di giocatori locali, nazionali e internazionali che vive l’attività del club tutto l’anno, complice un calendario con circa ottanta gare.
«Il Pevero Golf Club – aggiunge il direttore Marco Berio – è uno di quei modelli vincenti che rappresentano al meglio l’obiettivo della destagionalizzazione. Noi chiudiamo solamente nel mese di febbraio». Porto Cervo si conferma così la vera patria del golf.